Scaricare una pistola semiautomatica

La corretta sequenza di scaricamento di una pistola semiautomatica è un’operazione essenziale nell’accertamento dello stato della propria arma e garantirne la sicurezza nel maneggio; impariamo a effettuarla in modo appropriato.

Nei poligoni di tutto il mondo, la prima cosa che viene insegnata ai neofiti è il rispetto della sicurezza riguardo le armi. Gli istruttori ricordano giustamente più volte questo argomento, ricordando continuamente agli allievi le norme di sicurezza e come manipolare correttamente l’arma.

La procedura, che a nostro avviso incontra le maggiori difficoltà, consiste nell’accertamento dello stato dell’arma e la giusta sequenza occorrente a scaricarla, rendendo il suo stato visibile anche ad eventuali presenti. La difficoltà è data dai molteplici passaggi i quali, come un ferreo algoritmo, non possono essere invertiti o dimenticati.

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Siamo venuti in possesso di un’arma. Il dilemma è: sarà carica? Ricordatevi la 1^ regola del maneggio, visto che l’arma è da considerarsi sempre carica, non rimane che accertarcene.

Nel poligono, la tranquillità data dall’avere un istruttore di tiro alle spalle che ci sorveglia, farà in modo di portare a termine la procedura ma una volta a casa dobbiamo essere altrettanto sicuri di non fare movimenti superflui o peggio commettere qualche errore.

Una delle norme di sicurezza recita: “Considera la tua arma sempre carica”. In base a questo postulato non diamo mai per scontato che l’arma sia scarica, l’accertamento deve diventare un riflesso condizionato da eseguire ogni volta che si viene in possesso di un’arma anche se l’arma, di nostra proprietà, è la stessa che abbiamo riposto nella cassaforte scarica la sera prima. A maggior ragione l’accertamento deve essere fatto quando qualcuno ci consegna un’arma in visione. Anche se l’amico che ce la porge dice che l’arma è scarica non possiamo fidarci.

Controlliamo. È meglio che l’amico rimanga offeso dai nostri gesti che da qualcos’altro.

La procedura corretta inizia individuando un luogo sicuro ove effettuare l’accertamento.

A questo proposito si sentono consigli riguardo dove puntare l’arma che non ci trovano molto d’accordo. Alcuni suggeriscono di indirizzare l’arma verso oggetti dalla dubbia consistenza tipo cuscini o materassi che non fermerebbero in alcun modo la palla, sempre che non siano quelli ormai introvabili in lana, ben pressata e in spessore tutto da verificare. Altri consigliano di indirizzare l’arma verso mucchi di elenchi telefonici, sacchi di sabbia, di carta o stoffa, questi ultimi, aggiungiamo, ben pressati e di elevato spessore. A parte casi fortunati, dubitiamo fortemente che nelle normali abitazioni si possa avere a disposizione un angolo dove conservare tali manufatti poco ornamentali, pena litigi con la consorte.

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Dopo aver indirizzato la volata dell’arma verso una zona sicura estraiamo il caricatore che può essere trattenuto tra l’anulare e il mignolo o semplicemente riposto in una tasca.

Evitiamo locali che presentino pareti dotate di rivestimenti marmorei o ceramici per scongiurare eventuali rimbalzi. Evitiamo di puntare l’arma verso finestre o porte.

Nelle moderne abitazioni in mancanza di idonei quanto improbabili parapalle, la zona più sicura per indirizzare l’arma è proprio un angolo verso il soffitto il quale è composto da uno strato di intonaco, un massetto di cemento, il pavimento ‒ in materiale vario ‒ dell’appartamento soprastante o il materiale del tetto che riuscirà in qualche misura a contenere il colpo partito per sbaglio, sempre che non sia stato utilizzato un calibro particolarmente esuberante. È chiaro che se avremo preso l’abitudine di non eseguire scatti a secco questa eventualità sarà molto remota. Chi ha a disposizione muri di elevato spessore potrà semplicemente puntare l’arma verso un angolo a qualsiasi altezza.

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Prima di arretrare il carrello dovremo posizionare il pollice sotto la leva dello slide stop. In questo modo potremo bloccare il carrello in apertura evitando possibili pinzature della mano nella finestra di espulsione.

Durante tutte le procedure descritte il dito sarà sempre tenuto fuori dalla guardia del grilletto. L’arma sarà impugnata con la mano forte e mai passata all’altra mano.

La prima operazione consiste nel togliere il caricatore dal suo alloggiamento, agendo sull’apposito pulsante di sgancio. Una volta estratto, questo potrà essere trattenuto tra il dito anulare e il dito mignolo della mano forte oppure riposto semplicemente in una tasca, quest’ultimo è il metodo che preferiamo per la sua semplicità. Evitiamo di prendere l’abitudine di posare il caricatore su un piano d’appoggio perché questa comoda opzione non sempre sarà disponibile, quindi è meglio imparare a farne a meno.

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Con la presa a sella è possibile arretrare il carrello applicando più forza rispetto alla presa con pollice e indice. L’arma è ruotata verso l’esterno per facilitare la fuoriuscita dell’eventuale cartuccia

L’operazione più delicata consiste nel controllo della camera di cartuccia. Il metodo che preferiamo prevede di afferrare il carrello con la mano debole tramite la presa a sella. Questa presa assicura un’impugnatura più salda rispetto a quella a pinza che si effettua con pollice e indice. Inoltre, ruotando l’arma, è possibile trattenere nel palmo della mano l’eventuale cartuccia presente nella camera di cartuccia, senza farla cadere a terra. Pensiamo che non sempre saremo nel poligono, dotato di un bel pavimento di legno, ma potremo trovarci a dover scaricare l’arma in mezzo all’erba alta o alla sabbia e la cartuccia caduta a terra andrebbe quasi sicuramente persa. Ricordiamo inoltre che la palla della cartuccia fatta cadere a terra, potrebbe subire delle deformazioni, provocando dei possibili problemi di alimentazione.

Dovremo avere l’accortezza di trovare con il pollice della mano forte la leva slide stop e spingerla verso l’alto mentre arretreremo il carrello. In questo modo avremo scaricato l’arma che rimarrà bloccata in apertura per il controllo visivo sia della camera di cartuccia sia del vano caricatore.

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L’arma posta in questo stato, visibilmente scarica, tranquillizzerà anche eventuali presenti che non avessero assistito alle procedure di scarico.

La pistola rimarrà bloccata in apertura e l’eventuale cartuccia che sarà caduta nel palmo della mano, un opportuno accertamento visivo della camera di cartuccia completerà l’operazione e l’arma in questo stato sarà visibilmente scarica.

E il doppio arretramento del carrello? Nei poligoni TSN fanno effettuare molteplici arretramenti del carrello alcuni ne fanno fare due, tre, altri ne fanno fino a dieci come se la cartuccia potesse materializzarsi da sola.

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Con la classica presa con pollice e indice durante le fasi di scarico, la cartuccia eventualmente presente cadrà inevitabilmente a terra

Dopo qualche tempo il tiratore che effettua questi plurimi arretramenti senza neanche guardare più l’arma, vanifica lo scopo di questa procedura che serve ad evitare, controllando visivamente, che una cartuccia rimanga nella camera di cartuccia per mancato agganciamento dell’unghia estrattrice. Trovo molto più sicuro, dopo aver sfilato il caricatore, arretrare il carrello dell’arma e contemporaneamente lasciarla bloccata mediante lo slide stop. Effettuato l’indispensabile controllo visivo potremo lasciare l’arma con il carrello bloccato sul nostro piano d’appoggio.

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