Il colpo in canna, un grosso dilemma

Nel porto di pistola per difesa personale, ci sono scuole di pensiero che non prevedono ed altre che prevedono l’inserimento del colpo in canna. I sostenitori di queste teorie adducono diverse ragioni per avvalorare le loro tesi.

Le tecniche dedicate alla difesa armata, sono influenzate da molte variabili, spesso soggettive. Con questo non vogliamo convincere nessuno a portare l’arma con il colpo in canna, ma proviamo a valutare cosa comporta adottare uno dei due metodi.

La premessa è che le armi moderne sono dotate di congegni che assicurano il porto con il colpo in canna in piena sicurezza. La sicura automatica al percussore non permette in alcun caso la partenza del colpo fino a quando non si è agito sulla leva di scatto, non a caso le moderne armi sono testate anche con cadute da 1,5 mt impattando con la volata. L’adozione dello scatto in doppia azione o del percussore semi lanciato, aumentando il peso dello sgancio dei piani di scatto, a differenza delle armi in singola azione, aumentando la trazione da effettuare per determinare la partenza del colpo. Le pistole moderne, dotate di cane esterno e scatto ad azione mista, sono provviste di sicura abbatticane. Ad ogni buon conto ricordatevi sempre della terza regola del maneggio in sicurezza: DITO FUORI DAL PONTICELLO LONTANO DAL GRILLETTO.

All’interno del carrello si nota la base del barilotto della sicura al percussore che permette il porto delle pistole dotate di tale congegno con la camera di cartuccia piena.

All’interno del carrello si nota la base del barilotto della sicura al percussore che permette il porto delle pistole dotate di tale congegno con la camera di cartuccia piena.

Alcuni istruttori asseriscono che non avere il colpo in canna facilita le operazioni di maneggio dell’arma al personale poco addestrato. Innanzitutto chiunque sia “poco addestrato” non dovrebbe assolutamente portare un’arma al fianco e si dovrebbe impegnare aumentando, anche di poco, il proprio addestramento. Inoltre chi è poco addestrato, sarà più impacciato quando dovrà eseguire tutte le operazioni per approntare l’arma al fuoco. In caso di necessità, se non si è abituati o addestrati, cosa accade dopo che si è inserito il colpo in canna?  L’arma sarà in una condizione diversa dalla solita e l’operatore, concluso l’ingaggio del bersaglio, dovrà scegliere di lasciare l’arma in una condizione per lui non abituale, cioè carica, o riportare l’arma nella condizione per lui usuale (camera di cartuccia vuota, caricatore pieno inserito nel fusto, carrello chiuso, cane abbattuto), operazione non consigliabile durante fasi di stress o comunque in scenari diversi dalla quiete della linea di tiro. In ambedue i casi il maneggio dell’arma per l’operatore poco addestrato, potrebbe aumentare il pericolo di incidenti; invece l’operatore abituato al porto con il colpo in canna sarà facilitato. Dopo il controllo dell’ambiente dovrà semplicemente riporre l’arma in fondina, ricordando, se presente, di attivare la sicura manuale, meglio se abbatticane.

Gli stessi istruttori mettono in secondo piano la velocità di estrazione nel caso di un tiro reattivo. L’operazione di inserire la cartuccia rallenta in ogni caso i tempi della risposta. Nell’ipotesi di aggressione a corta distanza, dover impegnare le due mani per mettere l’arma in condizioni di sparare, protendendola verso l’aggressore, potrebbe facilitare la sottrazione di quest’ultima da parte dell’avversario che oltretutto sarebbe facilitato a portare dei colpi verso chi ha le mani impegnate.

Trovandosi troppo vicini al nostro target potremmo essere intercettati ed essere soggetti ad un disarmo prima di aver inserito una cartuccia in camera.

Trovandosi troppo vicini al nostro target potremmo essere intercettati ed essere soggetti ad un disarmo prima di aver inserito una cartuccia in camera.

Altro fattore da tenere sempre presente lo STRESS. Con l’aumento dei battiti cardiaci e il rilascio di adrenalina nel sangue, diminuisce la sensibilità tattile delle parti distali del corpo diventando maldestri. La semplice operazione di arretrare il carrello, semplice movimento in poligono, è considerata un movimento “fine” che potrebbe divenire difficile da attuare in caso di effettivo pericolo, con il rischio di inceppamenti provocati da manovre errate o addirittura caduta a terra dell’arma. Inoltre tutto bene e facile se possiamo utilizzare armi “full size” con le quali è abbastanza agevole effettuare l’arretramento del carrello ma con una pistola “back up” sarà più difficile inserire il colpo in canna, questo a causa delle dimensioni ridotte del carrello e dell’impugnatura. La difficoltà aumenterà in presenza della chiusura labile o a massa adottata da molte pistole back up. Questo perché la chiusura labile è caratterizzata da una molla di recupero estremamente resistente, anche se negli ultimi anni le armi back up sono prodotte usando sistemi di chiusura geometrica.

Chi predilige il porto senza colpo in canna, per evitare la dilatazione dei tempi, consiglia di inserire il colpo in camera solo in particolari scenari. In base all’effetto dello stress che impedisce il normale ragionamento, alla memoria muscolare precedentemente acquisita e alla legge di Hick (dilatazione dei tempi in base a molteplici scelte), sarà problematico ricordare in quel determinato momento in che stato sarà l’arma. Quindi dopo aver effettuato migliaia di volte l’estrazione ed arretramento del carrello, in tali frangenti, molto probabilmente, estraendo l’arma si effettuerà ugualmente l’arretramento del carrello con il risultato di perdere tempo e una cartuccia (quella precedentemente camerata). Che l’arma debba essere tenuta sempre nello stesso modo non è una tecnica recente ma rimane sempre estremamente valida.

Chi conosce le leggi di Murphy, al di là dell’ironia, sa che una di queste recita: “Se una cosa può andare male, lo farà e nel momento più sbagliato”. Sappiamo che l’arma può avere dei malfunzionamenti, alcuni dovuti alla cartuccia. Crediamo sia meglio avere una cartuccia pronta – quella che potrebbe salvarci la vita – che doverne inserire una che potrebbe non volerne sapere di entrare in camera di cartuccia in quel drammatico momento. Che dire del pollice che, durante l’arretramento del carrello potrebbe azionare lo slide stop od hold open?

Malgrado la camera di cartuccia vuota sia consigliata per il personale poco addestrato, gli stessi “istruttori” menzionano la possibilità di inserire il colpo in canna utilizzando una sola mano simulando il ferimento di un arto superiore. Sembra strano che un operatore non debba imparare la manipolazione dell’arma con il colpo in canna (oggettivamente più semplice a patto di rispettare le regole di sicurezza) e poi debba apprendere come inserire il colpo in canna con una mano, utilizzando delle tecniche sofisticate che richiedono addestramenti particolari, armi e buffetterie adatte allo scopo. È ormai noto il detto: “do it simple, stupid!”  Importantissimo sotto stress non è igienico fare i giocolieri.

Alcuni operatori o semplici cittadini possessori di porto d’armi per difesa, durante la loro vita avranno l’immensa fortuna di non sparare un colpo per opporsi ad un’aggressione. Non per questo si deve pensare che lo scontro a fuoco – spesso immediato e a breve distanza – non capiterà mai, altrimenti si potrebbe ipotizzare che l’arma portata indosso sia solo un peso inutile. Gli scontri a fuoco sono come le malattie, possono capitare sempre, all’improvviso e a chiunque. La cronaca raccontata dai media ci racconta oggigiorno che le aggressioni sono sempre più violente. Non è possibile avere un dialogo con l’aggressore che, al minimo cenno di resistenza, non esiterà ad aprire il fuoco o compiere atti violenti anche verso persone inermi. Avere l’opportunità di reagire con un’arma da fuoco e sprecarla, perdendo tempo per inserire il colpo in canna, anche se questo richiede una frazione di secondo, potrebbe significare la perdita dello scontro con esiti anche mortali.

La pratica di utilizzare la pistola senza colpo in canna, consigliata da alcuni, ancora deriva da un mancato aggiornamento tecnico e risale al periodo in cui erano in uso armi, spesso dotate di scatto in sola azione singola, prive di sicure automatiche al percussore, tipo Browning HP, Beretta mod. 34 o qualche pistola calibro .22 LR, che per sicurezza necessitavano del porto con la camera di cartuccia vuota. A questo si unisca una particolare repulsione a modificare le metodiche addestrative presenti in certi ambienti, con l’aggiunta dell’avversione ai cambiamenti dovuti all’età di chi le propugna.

Con le armi di moderna concezione – le uniche consigliate in questi casi – tipo Glock, Beretta serie 92, solo per citare le più note, l’unica regola da rispettare è: NON METTERE IL DITO SUL GRILLETTO SE NON VUOI SPARARE. Basterà adottare questa primaria norma di sicurezza, oltre ad un discreto addestramento, per utilizzare l’arma con il necessario colpo inserito nella camera di cartuccia e averne tutti i vantaggi del caso.

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